Presente – Facilitatrice Akasha Awareness Cristina Furnica

Lo stato di presenza non è soltanto sapere che giorno è o cosa stai facendo.

Ti è mai capitato di vivere una giornata intera con il corpo presente, ma con la mente altrove? 

Pensieri, preoccupazioni, ricordi, aspettative e impegni possono portarti lontano dall’unico luogo in cui puoi davvero trasformare la tua vita: il presente. 

È un livello di coscienza più ampio, in cui torni nel cuore, osservi ciò che accade dentro e fuori di te, e riconosci la vita mentre si manifesta. 

La testimonianza di Cristina Fornica, facilitatrice Akasha Awareness, racconta proprio questo: imparare a essere nel qui e ora, respirare nel cuore e scegliere l’amore come direzione quotidiana.

Stato di presenza: tornare nel qui e ora

Per Cristina, essere in presenza significa essere radicata, essere qui e ora, ma soprattutto essere nel cuore. Non si tratta di una semplice attenzione mentale. È una qualità dell’essere.

Quando sei presente, non vivi più solo attraverso il flusso dei pensieri. Inizi a osservare la vita che si muove intorno a te e, allo stesso tempo, la vita che si muove dentro di te. 

Ti accorgi delle emozioni, delle reazioni, delle intenzioni, dei piccoli segnali che spesso passano inosservati.

Lo stato di presenza diventa così una base. Ti permette di riconoscere chi sei oltre le distrazioni quotidiane, oltre le paure, oltre la corsa continua verso qualcosa da ottenere.

Cristina lo racconta con immagini semplici: gli uccelli che volano, le nuvole che formano figure nel cielo, le formiche che camminano, il sole, la luna, la natura che si muove. 

Tutto accade già. Ma se sei sempre dentro i problemi, rischi di non vedere più la bellezza che ti circonda.

Respiro nel Cuore: la porta della consapevolezza

Uno degli strumenti centrali nel racconto di Cristina è il Respiro nel Cuore

Non viene inteso come una tecnica complessa, né come qualcosa da confinare a un momento separato della giornata. È una pratica di presenza che può accompagnarti anche a occhi aperti, mentre vivi.

Respirare nel cuore significa riportare l’attenzione al centro del tuo essere. Non solo al cuore fisico, ma al cuore come spazio energetico, simbolico e spirituale. 

È lì che la mente può calmarsi e che il corpo può tornare a percepire una maggiore coerenza interiore.

Cristina racconta che all’inizio non è stato facile. Per sostenere la concentrazione usava musica, cercava di portare attenzione alle sensazioni del corpo e osservava ciò che accadeva dentro di lei nei momenti di tensione. 

Poi, poco a poco, ha imparato a diminuire le distrazioni e a fare una cosa alla volta. Questo è un insegnamento importante. La presenza cresce quando smetti di disperdere energia in mille direzioni. 

Se cucini, cucini. Se parli con una persona, ascolti. Se respiri, respiri. Ogni gesto può diventare più pieno quando lo vivi davvero.

Il presente come portale di trasformazione

Nel dialogo emerge un punto profondo: il presente è l’unico spazio in cui puoi esercitare il tuo Potere dell’Essere. Non puoi agire ieri. Non puoi agire domani. Puoi scegliere solo adesso.

La mente spesso ti porta nel passato, a ciò che è andato male o a ciò che avresti potuto fare diversamente. Oppure ti spinge nel futuro, tra aspettative, timori e domande su ciò che accadrà.

In entrambi i casi, perdi contatto con l’unico istante in cui puoi davvero trasformare la tua vibrazione. Lo stato di presenza ti riporta nell’eterno presente. 

Da qui puoi guardare il passato con occhi nuovi, portare amore a ciò che è rimasto sospeso e scegliere una direzione diversa per il futuro.

Questo non significa negare ciò che è accaduto o fingere che tutto sia semplice. Significa riconoscere che il punto di potere è sempre adesso. 

Quando cambi il modo in cui abiti il presente, cambia anche il modo in cui interpreti il passato e immagini il futuro.

Presenza e realtà specchio

Cristina sottolinea un’altra consapevolezza centrale: il mondo esterno riflette ciò che vivi interiormente. Questo non va inteso come colpa, ma come responsabilità.

Quando osservi le tue emozioni, i tuoi pensieri, le tue intenzioni e le tue reazioni, inizi a comprendere che la realtà non è solo qualcosa che subisci. È anche uno specchio che ti mostra parti di te.

Una persona che ti irrita, una situazione che ti destabilizza, una difficoltà che ritorna possono diventare occasioni per osservarti. 

Non per giudicarti, ma per chiederti: cosa mi sta mostrando questa esperienza? Quale parte di me chiede presenza? Quale vibrazione posso portare in trasformazione?

Questo è il senso più pratico della spiritualità. Non fuggire dalla vita, ma guardarla con occhi più profondi. 

La presenza ti aiuta a non reagire sempre in automatico. Ti permette di fermarti, respirare, osservare e scegliere da quale spazio agire.

Dal fare all’essere: oltre il multitasking

Vivi in una cultura che spesso celebra il fare continuo. Essere veloci, sempre disponibili e capaci di gestire molte cose insieme viene spesso considerato un valore. 

Ma da un punto di vista energetico, il multitasking può disperdere attenzione e presenza.

Cristina racconta di aver iniziato a ridurre le azioni fatte nello stesso momento. Non perché il fare sia sbagliato, ma perché ogni gesto richiede energia. Quando distribuisci la tua attenzione ovunque, rischi di non essere davvero da nessuna parte.

Il passaggio dal fare all’essere non significa smettere di agire. Significa agire da uno spazio più centrato. Significa non lasciarti definire solo da ciò che devi produrre, risolvere o ottenere.

Quando sei in presenza, anche un gesto semplice può diventare pieno. Un sorriso, una parola, un ascolto, una passeggiata, un incontro casuale. Tutto può diventare occasione per esprimere ciò che sei, non solo ciò che fai.

Donare amore nella vita quotidiana

Uno degli aspetti più belli della testimonianza di Cristina è il modo in cui collega lo stato di presenza alla capacità di donare amore. Quando sei nel cuore, diventa più naturale riconoscere l’anima dell’altra persona oltre l’apparenza.

Può accadere mentre saluti in ascensore, sorridi per strada, accarezzi un cane, guardi una farfalla, ascolti chi hai davanti. Non servono grandi gesti. 

A volte una piccola presenza amorevole può alleggerire il momento di un’altra persona.

Cristina racconta che questo, per lei, è diventato un esercizio quotidiano: riconoscere la perfezione dell’altra persona, anche quando appare diversa, chiusa o distante. Dietro ogni corpo fisico c’è un’anima che fa esperienza, proprio come te.

Quando vivi da questa prospettiva, il giudizio si ammorbidisce. Non ti fermi più solo all’aspetto, al modo di vestire, al tono di voce o alla prima impressione. Inizi a vedere oltre. E vedere oltre è già un atto d’amore.

Conclusione

Lo stato di presenza è un ritorno a te. È il momento in cui smetti di vivere solo nel rumore della mente e inizi ad abitare il cuore. 

Attraverso il respiro, l’osservazione, la responsabilità e la scelta dell’amore, puoi trasformare il modo in cui vivi il presente, guardi il passato e crei il futuro.

La testimonianza di Cristina ricorda che la spiritualità non è lontana dalla vita quotidiana. È nel sorriso che offri, nella persona che ascolti, nella natura che osservi, nel respiro che ti riporta dentro.

Quando inizi a essere, anche l’avere trova una nuova direzione e la vita può diventare un cammino più consapevole, più semplice, più vero.

Se vuoi trasformare ciò che hai imparato in azioni concrete, scopri RebirthinLove e i suoi percorsi e strumenti qui.

Immagine di Swami Leandro

Swami Leandro

Spiritual Teacher. Mentore. Autore.

Guarda tutti gli Articoli
Facebook
WhatsApp
Telegram
LinkedIn
Email