Testimonianza Facilitatrice Akasha Awareness – Mariangela Mazzani

La testimonianza di Mariangela Mazzani, facilitatrice Akasha Awareness, racconta il passaggio dalla ricerca esterna al cammino della consapevolezza, vissuto attraverso strumenti pratici: Regressioni alle Vite Passate, presenza nel cuore e guarigione vibrazionale. 

Il suo percorso nasce da una sincronicità, da un contenuto incontrato quasi per caso, ma riconosciuto subito come qualcosa di profondamente risonante. 

Da lì inizia un viaggio che le apre una visione più ampia di sé, della vita e della realtà.

Cammino di consapevolezza: quando il caso diventa sincronicità

Mariangela racconta di aver incontrato questi insegnamenti circa due anni prima del suo racconto, durante una ricerca al computer. 

Un video apparso quasi per caso cattura la sua attenzione. Di solito le pubblicità possono infastidire, ma in quel caso qualcosa la trattiene.

La colpiscono il modo di parlare, la chiarezza, la semplicità con cui vengono esposti concetti profondi. Decide di ascoltare tutto, poi riascolta a occhi chiusi, per sentire che cosa quelle parole muovono dentro di lei.

Questo è spesso il primo segnale di un cammino della consapevolezza: non scegli solo con la mente, ma senti una risonanza. Qualcosa dentro riconosce una direzione.

Quando decide di iscriversi, arrivano ostacoli, rallentamenti, apparenti impedimenti. Ma, guardando oggi quel momento da una prospettiva diversa, Mariangela lo vive quasi con leggerezza. Non più come un problema, ma come parte di una sincronicità più grande.

Cercare fuori, ritrovare dentro

Prima di questo percorso, Mariangela aveva già cercato molte risposte. Aveva vissuto percezioni fisiche ed emozionali molto intense, al punto da essere stata anche oggetto di osservazione in ambito medico per testare apparecchiature e rilevazioni.

Eppure, nonostante alcuni riscontri, qualcosa non bastava, la ricerca continuava. Come spesso accade, quando vivi percezioni profonde, puoi pensare che la risposta sia sempre un po’ più in là: in un nuovo studio, in una nuova spiegazione, in una nuova conferma esterna.

Poi arriva una svolta: comprendere che molte risposte sono già dentro. Non come frase fatta, ma come esperienza. Quando inizi a portare l’attenzione all’interno, scopri un mondo. 

Non un mondo di fantasia, ma uno spazio che apre un cammino di consapevolezza, memoria, intuizione e presenza.

Il valore degli strumenti sta proprio qui: ti aiutano a scavare, a riconoscere, a dare forma a ciò che magari sentivi già, ma non sapevi ancora integrare.

Guarigione vibrazionale e Regressione alle Vite Passate

Uno degli aspetti più significativi per Mariangela è la guarigione che può attivarsi attraverso l’uso degli strumenti: in particolare, racconta, il valore della Regressione alle Vite Passate.

Questo lavoro non nasce dal desiderio di curiosare in altre esistenze. Nasce dal bisogno di comprendere perché alcune dinamiche si ripresentano nella vita attuale, anche quando hai fatto molti tentativi per cambiarle.

A volte vivi una relazione, una paura, una reazione o una situazione ricorrente e ti chiedi: perché accade ancora? 

In una prospettiva akashica, alcune vibrazioni possono avere radici profonde, legate a memorie karmiche, vissuti antichi o esperienze non ancora trasmutate.

La Regressione alle Vite Passate può aiutarti a osservare l’origine simbolica o energetica di una dinamica. Quando porti luce a quell’origine, qualcosa può trasformarsi anche nel presente.

È importante ricordare che non si tratta di promettere risultati certi o guarigioni fisiche garantite. 

Ogni esperienza è personale, tuttavia, nella testimonianza di Mariangela, la comprensione del passato diventa un modo per radicarsi ancora meglio nel presente.

Canalizzare messaggi: quando la guarigione parla a entrambi

Nel lavoro con gli altri, Mariangela racconta un aspetto molto bello: i messaggi che arrivano durante le sessioni non sono mai solo per una persona.

Quando si crea una connessione con l’Akasha, chi facilita diventa un canale. Attraverso parole, immagini, sensazioni o intuizioni, arriva un messaggio evolutivo rivolto alla persona che riceve la sessione. 

Ma spesso quel messaggio risuona anche in chi lo trasmette.

È come se la guarigione vibrazionale si muovesse in entrambe le direzioni. Chi riceve viene accompagnato nel suo processo. Chi facilita viene toccato, istruito, trasformato a sua volta.

Questo richiede umiltà. Non sei lì per dimostrare qualcosa, né per sentirti superiore. Sei lì per ascoltare, permettere, accogliere. 

La profondità del messaggio non dipende dall’ego, ma dalla capacità di stare in presenza.

Quando il cuore è aperto e la mente fa un passo indietro, la comunicazione può diventare più pulita, più essenziale, più vera.

Cammino di consapevolezza: imparare a fidarti dei tuoi canali percettivi

Mariangela racconta anche una difficoltà iniziale molto comune: non vedere immagini. 

Quando si entra in meditazione o in connessione sottile, molte persone pensano di dover vedere qualcosa con gli occhi della mente. Se questo non accade, possono credere di non essere capaci.

Nel suo caso, però, il canale principale è cinestesico. Questo significa che percepisce soprattutto attraverso il corpo, le sensazioni, l’energia, le emozioni fisiche. All’inizio poteva sembrare un limite; con la pratica, è diventato una risorsa.

Ogni persona ha un modo diverso di ricevere informazioni: visivo, auditivo, cinestesico o una combinazione di più canali. 

Il cammino della consapevolezza ti aiuta anche a riconoscere il tuo modo unico di percepire, senza giudicarlo.

Con il tempo, Mariangela racconta di aver sviluppato più chiarezza, più nitidezza, più fiducia. Non perché abbia forzato qualcosa, ma perché ha imparato ad ascoltare ciò che arrivava nel modo giusto per lei.

Uscire dal guscio: condividere la propria luce

Dopo essere diventata facilitatrice, Mariangela sente un nuovo obiettivo: uscire dal guscio. Non solo dalla zona di comfort, ma da quella parte di sé che forse tendeva ancora a proteggere la propria luce.

La sua immagine è molto bella: una gara a ostacoli. A volte arrivi davanti a un ostacolo con il passo sbagliato, sbagli il tempo, inciampi. Ma proprio lì impari come affrontare il passaggio successivo.

Ogni nuova esperienza diventa un’opportunità evolutiva. Non qualcosa da temere, ma uno spazio in cui esprimere la tua unicità.

Quando tieni la tua luce solo per te, il mondo non può beneficiarne. Quando inizi a condividerla, anche attraverso piccoli gesti, parole, sessioni, presenze e scelte quotidiane, contribuisci a un movimento più ampio.

Mariangela ricorda anche il valore del gruppo e dei retreat: luoghi in cui si intensifica l’esperienza, si lascia andare il superfluo e si torna a casa con più leggerezza.

Cammino di consapevolezza: presenza e Potere dell’Essere

Uno dei grandi valori del percorso, nella testimonianza di Mariangela, è la capacità di restare più in presenza anche davanti agli eventi improvvisi. 

Quando arriva una situazione destabilizzante, puoi cadere nella paura, nell’ansia o nella confusione. Oppure puoi tornare al tuo centro.

Questo non significa diventare invulnerabile. Significa sviluppare un diverso rapporto con ciò che accade. 

Ciò che prima sembrava un ostacolo può diventare un’occasione per osservarti, scegliere, respirare e agire da uno spazio più consapevole.

Il Potere dell’Essere nasce proprio da qui: non dal controllo della vita, ma dalla capacità di restare in ascolto mentre la vita si muove.

Conclusione

La testimonianza di Mariangela mostra che il cammino della consapevolezza non è una fuga dal mondo, ma un ritorno più profondo alla vita. 

Attraverso l’Akasha, la Regressione alle Vite Passate, la guarigione vibrazionale e l’ascolto dei propri canali percettivi, puoi iniziare a comprendere meglio te e la realtà che vivi.

Non devi cercare tutte le risposte fuori. A volte, ciò che cerchi è già dentro di te, in attesa di essere riconosciuto con amore, pazienza e presenza.

Quando inizi a uscire dal guscio e condividere la tua luce, la tua crescita diventa anche dono per gli altri.

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Immagine di Swami Leandro

Swami Leandro

Spiritual Teacher. Mentore. Autore.

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